Il riconoscimento professionale dell’educatore socio-pedagogico sancito dalla Legge 205/2017, ne sostanzia l’operatività e l’operosità in ambito educativo, formativo e pedagogico in ordine alla crescita personale e sociale delle persone in tutte le fasi della vita. Il lavoro e l’identità professionale promosse da tale figura educativa risultano, quindi, basate su forme etiche di aiuto, di sostegno e di promozione nel rispetto dell’unicità e della singolarità di ogni persona, indipendentemente dal suo stile di funzionamento. Il percorso formativo universitario dell’educatore in prospettiva inclusiva, si configura, quindi, come un percorso dinamico, intrecciato di esperienze, suggestioni, trasformazioni personali e professionali generate da conoscenze e competenze interdisciplinari che aiutano a comprendere nella sua complessità l’accadere educativo, formale e informale, e ad incidere in esso. In tal senso, vengono proposte le risultanze derivate dalla somministrazione di un questionario, di natura qualitativa, rivolto a un campione di studenti del 1° e del 2° anno del corso in Scienze dell’Educazione (L-19) di due Atenei del Nord e centro Italia, diretto a sondare vissuti, motivazioni, percezioni, aspettative e proposte dei futuri professionisti della cura e dell’aiuto. Tramite il racconto di sé suggerito dal questionario narrativo, sono emerse significative tracce dirette a esplorare e a dare voce al viaggio formativo iniziale intrapreso nella consapevolezza che la riflessione critica e emancipativa sulla e della propria storia possa essere un fertile strumento per confrontarsi con le complesse sfide dell’inclusione e per ridefinire costantemente la postura generativa dell’educatore
Il viaggio formativo iniziale dell’educatore socio-pedagogico tra piste narrative e impegno per l’inclusione
Mirca Montanari
2026-01-01
Abstract
Il riconoscimento professionale dell’educatore socio-pedagogico sancito dalla Legge 205/2017, ne sostanzia l’operatività e l’operosità in ambito educativo, formativo e pedagogico in ordine alla crescita personale e sociale delle persone in tutte le fasi della vita. Il lavoro e l’identità professionale promosse da tale figura educativa risultano, quindi, basate su forme etiche di aiuto, di sostegno e di promozione nel rispetto dell’unicità e della singolarità di ogni persona, indipendentemente dal suo stile di funzionamento. Il percorso formativo universitario dell’educatore in prospettiva inclusiva, si configura, quindi, come un percorso dinamico, intrecciato di esperienze, suggestioni, trasformazioni personali e professionali generate da conoscenze e competenze interdisciplinari che aiutano a comprendere nella sua complessità l’accadere educativo, formale e informale, e ad incidere in esso. In tal senso, vengono proposte le risultanze derivate dalla somministrazione di un questionario, di natura qualitativa, rivolto a un campione di studenti del 1° e del 2° anno del corso in Scienze dell’Educazione (L-19) di due Atenei del Nord e centro Italia, diretto a sondare vissuti, motivazioni, percezioni, aspettative e proposte dei futuri professionisti della cura e dell’aiuto. Tramite il racconto di sé suggerito dal questionario narrativo, sono emerse significative tracce dirette a esplorare e a dare voce al viaggio formativo iniziale intrapreso nella consapevolezza che la riflessione critica e emancipativa sulla e della propria storia possa essere un fertile strumento per confrontarsi con le complesse sfide dell’inclusione e per ridefinire costantemente la postura generativa dell’educatoreI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


