In questo Osservatorio si è già avuto modo di descrivere il funzionamento del meccanismo della Revisione Periodica Universale (UPR, Universal Periodic Review), i correttivi progressivamente applicati per una maggiore efficienza della procedura, le valutazioni sorte in ordine alla rinnovata preoccupazione che il Consiglio dei Diritti Umani possa essere ritenuto un ambito non del tutto scevro dall’ipotesi di discussione circa lo stato di protezione dei diritti umani negli Stati membri del sistema Nazioni Unite in maniera politicizzata. Invero, in molteplici occasioni, l’apparato ginevrino nel suo complesso ha sottolineato come il meccanismo, se letto in evidente complementarietà rispetto ad altri strumenti operativi correlati alla vigenza del diritto internazionale dei diritti umani quali i Treaty Bodies e le Procedure Speciali, debba essere considerato invece funzionale all’azione di indagine, monitoraggio ed analisi fattuale del rispetto e della promozione dei diritti umani nei singoli contesti-paese predisposta dall’Organizzazione a Ginevra e a New York. In questa prospettiva è possibile affermare, dunque, la validità degli obiettivi della UPR: la conoscenza delle condizioni nazionali al fine di promuovere un rafforzamento del livello di tutela dei diritti umani; la richiesta indirizzata agli organi statuali del Paese esaminato affinché si adoperino efficacemente a questo scopo, in piena conformità agli obblighi assunti sul piano internazionale; l’opportunità di condividere conoscenze ed esperienze, per agevolare l’adozione di correttivi di natura tecnica e procedurale in favore del migliore funzionamento degli strumenti sovranazionali di monitoraggio ed analisi in un’ottica cooperativa. Come ben noto, la procedura di indagine, monitoraggio ed analisi poggia, in conformità ai dettami del c.d. “institution-building package” adottato nella sua versione ultima dal Consiglio dei Diritti Umani nel marzo 2011 (Risoluzione del Consiglio dei Diritti Umani 16/21 del 25 marzo 2011 e decisione 17/119), su informazioni incluse nei tre documenti principali sui quali si articola il meccanismo in parola: il rapporto governativo, predisposto dallo Stato sottoposto all’esame e trasmesso preventivamente all’organismo incaricato della programmazione e della conduzione dei cicli UPR in seno al Consiglio; il documento compilato dall’interno sistema ginevrino – rectius, dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani - attraverso la raccolta di dati ed informazioni essenziali fornite dai summenzionati Organi dei Trattati, dalle Procedure Speciali e da altri organismi della UN 1058 ISSN 2284-3531 Ordine internazionale e diritti umani, (2019), pp. 1057-1064. Machinery; il documento costituito dai contributi pervenuti all’attenzione del Consiglio dei Diritti Umani da parte di tutti gli attori non istituzionali (organizzazioni non governative, istituzioni nazionali indipendenti per i diritti umani, difensori dei diritti umani, rappresentanti dell’accademia e di centri di ricerca, organismi regionali) interessati a fornire informazioni in merito alla situazione-paese per quanto attiene il livello di protezione e di promozione dei diritti umani. Alla compilazione e pubblicazione dei tre predetti documenti segue la fase di discussione a Ginevra, al termine della quale il Gruppo di Lavoro incaricato per la UPR adotta il rapporto d’esame, successivamente trasmesso al Consiglio dei Diritti Umani per la sua formale approvazione nella prima sessione utile. Lo Stato sottoposto all’esame dovrà tenere in considerazione le Raccomandazioni formulate alla sua attenzione dagli Stati partecipanti alla fase di discussione e dare opportuna e completa informazione circa la ricezione delle stesse e le misure attuative adottate nel successivo biennio – attraverso la compilazione e trasmissione di un apposito documento di revisione di medio termine (mid-term review). Nel processo UPR in corso, che costituisce il terzo ciclo di indagine, monitoraggio ed analisi inerente il periodo temporale compreso tra il maggio 2017 ed il novembre 2021, l’agenda è stata configurata allo scopo di sottoporre ad esame 42 Stati in tre sessioni distinte collocate nei mesi di gennaio/febbraio, maggio/giugno ed ottobre/novembre. Per valorizzare la portata del meccanismo e renderlo, se possibile, ancora più efficace, è opportuno menzionare un documento pubblicato dall’organizzazione non governativa UPR Info, specificamente competente sul tema, nel quale è stato formulato un appello indirizzato agli Stati – membri del Consiglio dei Diritti Umani e sottoposti all’esame - per “Assicurare una realizzazione sostenibile di UPR: un appello all’azione rivolto agli Stati per rafforzare il terzo ciclo dell’Esame Periodico Universale” (“Ensuring sustainable UPR Implementation: A call to action for States to strenghten the third cycle of the Universal Periodic Review”). Esso consta di due sezioni dedicate rispettivamente alle modalità di compilazione del rapporto nazionale in vista della discussione e di formulazione delle raccomandazioni aventi come destinatario lo Stato sottoposto all’esame. Nella prima si invitano gli Stati a strutturare il documento governativo in modo chiaro e puntuale, fornendo risposta in ordine alle raccomandazioni ricevute nel ciclo precedente, alla esistenza e vigenza di uno strumento nazionale programmatico nella materia dei diritti umani, alla creazione di un organismo nazionale specificamente competente per la conduzione di attività di coordinamento domestico in funzione della preparazione della UPR, del dialogo con la società civile e della adozione di documenti di aggiornamento inerenti l’esecuzione delle raccomandazioni nel breve e nel medio periodo. Nella seconda sezione si formula all’indirizzo del Gruppo di Lavoro del Consiglio dei Diritti Umani competente per la UPR la richiesta complessa di elaborare raccomandazioni circostanziate e di rivendicare risposte nazionali altrettanto precise, di natura sostanziale e programmatica, in una soluzione temporale di continuità tra i cicli di esame, facilitando il dialogo bilaterale con lo Stato esaminato e con la società civile che vi opera.
1. LA 34a SESSIONE DEL GRUPPO DI LAVORO DELLE NAZIONI UNITE INCARICATO DELLA REVISIONE PERIODICA UNIVERSALE (GINEVRA, 4-15 NOVEMBRE 2019): PROFILI COMPARATIVI E ANALISI DEGLI ASPETTI SOCIO-GIURIDICI EMERGENTI DALL'ESAME DELL'ITALIA
GUERCIO L;
2019-01-01
Abstract
In questo Osservatorio si è già avuto modo di descrivere il funzionamento del meccanismo della Revisione Periodica Universale (UPR, Universal Periodic Review), i correttivi progressivamente applicati per una maggiore efficienza della procedura, le valutazioni sorte in ordine alla rinnovata preoccupazione che il Consiglio dei Diritti Umani possa essere ritenuto un ambito non del tutto scevro dall’ipotesi di discussione circa lo stato di protezione dei diritti umani negli Stati membri del sistema Nazioni Unite in maniera politicizzata. Invero, in molteplici occasioni, l’apparato ginevrino nel suo complesso ha sottolineato come il meccanismo, se letto in evidente complementarietà rispetto ad altri strumenti operativi correlati alla vigenza del diritto internazionale dei diritti umani quali i Treaty Bodies e le Procedure Speciali, debba essere considerato invece funzionale all’azione di indagine, monitoraggio ed analisi fattuale del rispetto e della promozione dei diritti umani nei singoli contesti-paese predisposta dall’Organizzazione a Ginevra e a New York. In questa prospettiva è possibile affermare, dunque, la validità degli obiettivi della UPR: la conoscenza delle condizioni nazionali al fine di promuovere un rafforzamento del livello di tutela dei diritti umani; la richiesta indirizzata agli organi statuali del Paese esaminato affinché si adoperino efficacemente a questo scopo, in piena conformità agli obblighi assunti sul piano internazionale; l’opportunità di condividere conoscenze ed esperienze, per agevolare l’adozione di correttivi di natura tecnica e procedurale in favore del migliore funzionamento degli strumenti sovranazionali di monitoraggio ed analisi in un’ottica cooperativa. Come ben noto, la procedura di indagine, monitoraggio ed analisi poggia, in conformità ai dettami del c.d. “institution-building package” adottato nella sua versione ultima dal Consiglio dei Diritti Umani nel marzo 2011 (Risoluzione del Consiglio dei Diritti Umani 16/21 del 25 marzo 2011 e decisione 17/119), su informazioni incluse nei tre documenti principali sui quali si articola il meccanismo in parola: il rapporto governativo, predisposto dallo Stato sottoposto all’esame e trasmesso preventivamente all’organismo incaricato della programmazione e della conduzione dei cicli UPR in seno al Consiglio; il documento compilato dall’interno sistema ginevrino – rectius, dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani - attraverso la raccolta di dati ed informazioni essenziali fornite dai summenzionati Organi dei Trattati, dalle Procedure Speciali e da altri organismi della UN 1058 ISSN 2284-3531 Ordine internazionale e diritti umani, (2019), pp. 1057-1064. Machinery; il documento costituito dai contributi pervenuti all’attenzione del Consiglio dei Diritti Umani da parte di tutti gli attori non istituzionali (organizzazioni non governative, istituzioni nazionali indipendenti per i diritti umani, difensori dei diritti umani, rappresentanti dell’accademia e di centri di ricerca, organismi regionali) interessati a fornire informazioni in merito alla situazione-paese per quanto attiene il livello di protezione e di promozione dei diritti umani. Alla compilazione e pubblicazione dei tre predetti documenti segue la fase di discussione a Ginevra, al termine della quale il Gruppo di Lavoro incaricato per la UPR adotta il rapporto d’esame, successivamente trasmesso al Consiglio dei Diritti Umani per la sua formale approvazione nella prima sessione utile. Lo Stato sottoposto all’esame dovrà tenere in considerazione le Raccomandazioni formulate alla sua attenzione dagli Stati partecipanti alla fase di discussione e dare opportuna e completa informazione circa la ricezione delle stesse e le misure attuative adottate nel successivo biennio – attraverso la compilazione e trasmissione di un apposito documento di revisione di medio termine (mid-term review). Nel processo UPR in corso, che costituisce il terzo ciclo di indagine, monitoraggio ed analisi inerente il periodo temporale compreso tra il maggio 2017 ed il novembre 2021, l’agenda è stata configurata allo scopo di sottoporre ad esame 42 Stati in tre sessioni distinte collocate nei mesi di gennaio/febbraio, maggio/giugno ed ottobre/novembre. Per valorizzare la portata del meccanismo e renderlo, se possibile, ancora più efficace, è opportuno menzionare un documento pubblicato dall’organizzazione non governativa UPR Info, specificamente competente sul tema, nel quale è stato formulato un appello indirizzato agli Stati – membri del Consiglio dei Diritti Umani e sottoposti all’esame - per “Assicurare una realizzazione sostenibile di UPR: un appello all’azione rivolto agli Stati per rafforzare il terzo ciclo dell’Esame Periodico Universale” (“Ensuring sustainable UPR Implementation: A call to action for States to strenghten the third cycle of the Universal Periodic Review”). Esso consta di due sezioni dedicate rispettivamente alle modalità di compilazione del rapporto nazionale in vista della discussione e di formulazione delle raccomandazioni aventi come destinatario lo Stato sottoposto all’esame. Nella prima si invitano gli Stati a strutturare il documento governativo in modo chiaro e puntuale, fornendo risposta in ordine alle raccomandazioni ricevute nel ciclo precedente, alla esistenza e vigenza di uno strumento nazionale programmatico nella materia dei diritti umani, alla creazione di un organismo nazionale specificamente competente per la conduzione di attività di coordinamento domestico in funzione della preparazione della UPR, del dialogo con la società civile e della adozione di documenti di aggiornamento inerenti l’esecuzione delle raccomandazioni nel breve e nel medio periodo. Nella seconda sezione si formula all’indirizzo del Gruppo di Lavoro del Consiglio dei Diritti Umani competente per la UPR la richiesta complessa di elaborare raccomandazioni circostanziate e di rivendicare risposte nazionali altrettanto precise, di natura sostanziale e programmatica, in una soluzione temporale di continuità tra i cicli di esame, facilitando il dialogo bilaterale con lo Stato esaminato e con la società civile che vi opera.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


