Il contributo analizza il fenomeno delle “case a un euro” alla luce della progressiva integrazione tra autonomia privata e interesse pubblico nel diritto privato contemporaneo. Muovendo dalla costituzionalizzazione del diritto privato e dalla funzione sociale della proprietà, l’autrice sostiene che il contratto possa concorrere al perseguimento di finalità collettive, senza perdere la propria natura privatistica. In questo modello il bando comunale esprime la dimensione pubblicistica della regolazione, mentre il contratto di compravendita resta ancorato alle categorie civilistiche. La vendita a prezzo simbolico trova giustificazione nella causa concreta dell’operazione, fondata sull’assunzione di obblighi di ristrutturazione e valorizzazione del territorio. Il fenomeno rappresenta così un laboratorio giuridico in cui il contratto diviene strumento di cooperazione tra pubblico e privato. La tesi dell’autrice è che tale modello dimostri la capacità dell’autonomia negoziale di contribuire alla realizzazione di interessi generali, purché sia preservato l’equilibrio tra funzionalizzazione sociale e categorie fondamentali del diritto civile.
La vendita a prezzo simbolico come strumento di programmazione territoriale
F. Bartolini
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza il fenomeno delle “case a un euro” alla luce della progressiva integrazione tra autonomia privata e interesse pubblico nel diritto privato contemporaneo. Muovendo dalla costituzionalizzazione del diritto privato e dalla funzione sociale della proprietà, l’autrice sostiene che il contratto possa concorrere al perseguimento di finalità collettive, senza perdere la propria natura privatistica. In questo modello il bando comunale esprime la dimensione pubblicistica della regolazione, mentre il contratto di compravendita resta ancorato alle categorie civilistiche. La vendita a prezzo simbolico trova giustificazione nella causa concreta dell’operazione, fondata sull’assunzione di obblighi di ristrutturazione e valorizzazione del territorio. Il fenomeno rappresenta così un laboratorio giuridico in cui il contratto diviene strumento di cooperazione tra pubblico e privato. La tesi dell’autrice è che tale modello dimostri la capacità dell’autonomia negoziale di contribuire alla realizzazione di interessi generali, purché sia preservato l’equilibrio tra funzionalizzazione sociale e categorie fondamentali del diritto civile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


