Appartenente a una famiglia dell'aristocrazia moscovita, Fëdor Tjutčev (1803-1872) fu diplomatico oltre che celebrato poeta. Puškin è stato il primo a pubblicare le sue liriche; Turgenev e Dostoevskij lo consideravano « il nostro più grande poeta »; Tolstoj lo venerava al punto da affermare che non si poteva vivere senza di lui. Ma i suoi scritti politici sono tutt’altro: qui le sue parole non si accordano al diapason del lirismo poetico; si armano, risplendono d’una luce bellicosa, si fanno rivelatrici d’un destino messianico della sua Russia.

Introduzione

Filoni
2026-01-01

Abstract

Appartenente a una famiglia dell'aristocrazia moscovita, Fëdor Tjutčev (1803-1872) fu diplomatico oltre che celebrato poeta. Puškin è stato il primo a pubblicare le sue liriche; Turgenev e Dostoevskij lo consideravano « il nostro più grande poeta »; Tolstoj lo venerava al punto da affermare che non si poteva vivere senza di lui. Ma i suoi scritti politici sono tutt’altro: qui le sue parole non si accordano al diapason del lirismo poetico; si armano, risplendono d’una luce bellicosa, si fanno rivelatrici d’un destino messianico della sua Russia.
2026
9788845940972
Russia; Teologia politica; Filosofia politica; Fëdor Tjutčev
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14085/60262
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