Il contributo propone una riflessione sul rapporto tra controllo simbolico, narrazioni culturali e possibilità di resistenza nei contesti educativi, assumendo la letteratura per l’infanzia come spazio privi- legiato di osservazione delle soglie del dicibile (Bernardi, 2016; Filo- mia, 2023). In un tempo segnato dalla diffusione di discorsi d’odio, narrazioni tossiche e processi di esclusione, la narrazione si configu- ra come dispositivo ambivalente: da un lato può contribuire alla riproduzione di stereotipi, semplificazioni e forme di marginalizza- zione; dall’altro può attivare pratiche critiche e trasformative. Muovendo dall’analisi del politically correct e delle pratiche di linguaggio inclusivo, il contributo evidenzia come il controllo sim- bolico non operi principalmente attraverso forme esplicite di censu- ra, ma mediante una regolazione più sottile delle possibilità narrati- ve e rappresentative. Strategie come allegoria, metafora e mediazio- ne pedagogica (Lepri & Pacelli, 2025) tendono a rendere l’esperien- za più accettabile entro cornici normative condivise, rischiando tut- tavia di attenuarne la dimensione conflittuale e di limitare l’espres- sione della complessità. In questa prospettiva, la narrazione emerge come luogo in cui si negoziano continuamente i confini tra dicibile e indicibile, tra visi- bilità e silenziamento. Essa si configura quindi come spazio intrin- secamente politico, in cui si intrecciano processi di regolazione cul- turale e possibilità di resistenza. Questo contributo intende mostrare come alcune trasformazioni contemporanee nelle forme narrative e iconiche aprano a una peda- gogia di contrasto, capace di disattivare narrazioni tossiche, amplia- re lo spazio del dicibile e restituire complessità all’esperienza. In tal senso, la narrazione viene riletta non solo come oggetto di analisi,ma come pratica educativa capace di generare consapevolezza criti- ca, riconoscimento dell’alterità e resistenza ai processi di esclusione.
LA NARRAZIONE COME PRATICA DI RESISTENZA: pedagogie del dicibile contro esclusioni e semplificazioni
filomia
2026-01-01
Abstract
Il contributo propone una riflessione sul rapporto tra controllo simbolico, narrazioni culturali e possibilità di resistenza nei contesti educativi, assumendo la letteratura per l’infanzia come spazio privi- legiato di osservazione delle soglie del dicibile (Bernardi, 2016; Filo- mia, 2023). In un tempo segnato dalla diffusione di discorsi d’odio, narrazioni tossiche e processi di esclusione, la narrazione si configu- ra come dispositivo ambivalente: da un lato può contribuire alla riproduzione di stereotipi, semplificazioni e forme di marginalizza- zione; dall’altro può attivare pratiche critiche e trasformative. Muovendo dall’analisi del politically correct e delle pratiche di linguaggio inclusivo, il contributo evidenzia come il controllo sim- bolico non operi principalmente attraverso forme esplicite di censu- ra, ma mediante una regolazione più sottile delle possibilità narrati- ve e rappresentative. Strategie come allegoria, metafora e mediazio- ne pedagogica (Lepri & Pacelli, 2025) tendono a rendere l’esperien- za più accettabile entro cornici normative condivise, rischiando tut- tavia di attenuarne la dimensione conflittuale e di limitare l’espres- sione della complessità. In questa prospettiva, la narrazione emerge come luogo in cui si negoziano continuamente i confini tra dicibile e indicibile, tra visi- bilità e silenziamento. Essa si configura quindi come spazio intrin- secamente politico, in cui si intrecciano processi di regolazione cul- turale e possibilità di resistenza. Questo contributo intende mostrare come alcune trasformazioni contemporanee nelle forme narrative e iconiche aprano a una peda- gogia di contrasto, capace di disattivare narrazioni tossiche, amplia- re lo spazio del dicibile e restituire complessità all’esperienza. In tal senso, la narrazione viene riletta non solo come oggetto di analisi,ma come pratica educativa capace di generare consapevolezza criti- ca, riconoscimento dell’alterità e resistenza ai processi di esclusione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


