Il contributo si prefigge di dimostrare come i pittori bolognesi del terzo quarto del Cinquecento avessero dato vita a una stagione, che per quanto disprezzata dalla critica, fu a suo modo fertile e produttiva, soprattutto grazie agli stimoli e agli aggiornamenti che giunsero dal contesto romano. L'intento è quello di tracciare una panoramica dei rapporti che questi artisti quali Nicolò dell'Abate, Pellegrino Tibaldi, Giovan Battista Ramenghi, Prospero Fontana, Bartolomeo Passerotti, Lorenzo Sabatini e Orazio Samacchini ebbero con Roma, rilevando da un lato la loro presenza nell'Urbe e dall’altro le evidenze che dal punto di vista formale testimoniano la ricezione della cultura e dei modelli romani.
La Maniera a Bologna
Balzarotti V
2021-01-01
Abstract
Il contributo si prefigge di dimostrare come i pittori bolognesi del terzo quarto del Cinquecento avessero dato vita a una stagione, che per quanto disprezzata dalla critica, fu a suo modo fertile e produttiva, soprattutto grazie agli stimoli e agli aggiornamenti che giunsero dal contesto romano. L'intento è quello di tracciare una panoramica dei rapporti che questi artisti quali Nicolò dell'Abate, Pellegrino Tibaldi, Giovan Battista Ramenghi, Prospero Fontana, Bartolomeo Passerotti, Lorenzo Sabatini e Orazio Samacchini ebbero con Roma, rilevando da un lato la loro presenza nell'Urbe e dall’altro le evidenze che dal punto di vista formale testimoniano la ricezione della cultura e dei modelli romani.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


