In Italia aumentano in modo impressionante, anche a causa dell’elevata aspettativa di vita, il numero di malati cronici, con molti anni vissuti in condizioni di non autosufficienza. Persone anziane e malate, tuttavia, hanno il diritto ad una vita dignitosa e di qualità. Un ben vivere, perché no? La qualità della vita dei malati cronici varia enormemente a seconda del tipo di patologia e della fase. La malattia ha effetti sul fisico, eminentemente per il dolore e la sofferenza che questa comporta. Ha certamente effetti psicologici per l’incertezza e le preoccupazioni che l’accompagnano. Il contesto di malattia, ovvero la famiglia del malato, la più estesa comunità nella quale egli/ella vive, e anche il suo personale livello di istruzione e reddito modificano la qualità della sua vita con la malattia. Inoltre, la malattia cronica rende evidente il legame tra benessere dei pazienti e dei loro familiari, che spesso svolgono la maggior parte del lavoro di assistenza. L’obiettivo del contributo è quello di pensare al benessere nella malattia, rivedendo il concetto di salute in termini di capacità di creare nuove relazioni. Si può pensare all’idea di una comunità “accogliente”, che dia numerose possibilità di socializzazione, eventualmente stimolata dal volontariato e dalla municipalità. Inoltre, la salute digitale è ormai una realtà imprescindibile. Gli anziani di oggi, ma soprattutto di domani, sono sempre più digitalizzati. Attraverso computer e smartphone, è possibile accedere a un numero elevatissimo di servizi e possibilità di comunicazione. Infine, per anticipare cronicità e anni in disabilità è bene coltivare stili di vita sani e pratiche di wellness. Alla politica spetta di stimolare queste possibilità rimuovendo o comunque minimizzando le posizioni di svantaggio.

Feeling good, being sick. Living well with chronic conditions

Marta Gibin
2022-01-01

Abstract

In Italia aumentano in modo impressionante, anche a causa dell’elevata aspettativa di vita, il numero di malati cronici, con molti anni vissuti in condizioni di non autosufficienza. Persone anziane e malate, tuttavia, hanno il diritto ad una vita dignitosa e di qualità. Un ben vivere, perché no? La qualità della vita dei malati cronici varia enormemente a seconda del tipo di patologia e della fase. La malattia ha effetti sul fisico, eminentemente per il dolore e la sofferenza che questa comporta. Ha certamente effetti psicologici per l’incertezza e le preoccupazioni che l’accompagnano. Il contesto di malattia, ovvero la famiglia del malato, la più estesa comunità nella quale egli/ella vive, e anche il suo personale livello di istruzione e reddito modificano la qualità della sua vita con la malattia. Inoltre, la malattia cronica rende evidente il legame tra benessere dei pazienti e dei loro familiari, che spesso svolgono la maggior parte del lavoro di assistenza. L’obiettivo del contributo è quello di pensare al benessere nella malattia, rivedendo il concetto di salute in termini di capacità di creare nuove relazioni. Si può pensare all’idea di una comunità “accogliente”, che dia numerose possibilità di socializzazione, eventualmente stimolata dal volontariato e dalla municipalità. Inoltre, la salute digitale è ormai una realtà imprescindibile. Gli anziani di oggi, ma soprattutto di domani, sono sempre più digitalizzati. Attraverso computer e smartphone, è possibile accedere a un numero elevatissimo di servizi e possibilità di comunicazione. Infine, per anticipare cronicità e anni in disabilità è bene coltivare stili di vita sani e pratiche di wellness. Alla politica spetta di stimolare queste possibilità rimuovendo o comunque minimizzando le posizioni di svantaggio.
2022
9788815298287
Cronicità
qualità di vita
benessere
felicità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14085/57374
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