Il contributo analizza il rapporto tra giovani europei e serialità contemporanea, con particolare attenzione alle rappresentazioni generazionali e alle gender-related issues. Integrando l’analisi teorica con un’indagine empirica transnazionale, la ricerca esplora come i serial drama agiscano quali “specchi imperfetti” dei vissuti giovanili, contribuendo alla costruzione identitaria e alla negoziazione dei significati culturali. Attraverso un approccio mixed methods – che combina interviste a professionisti dell’audiovisivo, 15 focus group in quattro Paesi europei (Danimarca, Irlanda, Italia e Romania) e una survey CAWI su 1.106 giovani tra i 15 e i 19 anni – lo studio indaga percezioni, pratiche di fruizione e giudizi critici sulla rappresentazione di genere e generazione nei prodotti seriali. I risultati evidenziano una duplice dinamica: da un lato, la serialità è riconosciuta come spazio di identificazione e autoriflessione; dall’altro, emergono percezioni di distanza e artificiosità, soprattutto quando le narrazioni assumono toni didascalici o eccessivamente normativi. I giovani apprezzano le serie che integrano le tematiche di genere in modo naturale e coerente con i linguaggi generazionali, mostrando preferenza per la serialità internazionale – in primis statunitense – rispetto a quella nazionale. In conclusione, le serie si configurano come dispositivi culturali di negoziazione identitaria, la cui forza non risiede nella fedeltà rappresentativa, ma nella capacità di attivare processi di riflessione e riconoscimento all’interno delle culture giovanili europee contemporanee.
Specchi imperfetti. Giovani europei, gender issues e sguardi generazionali nella serialità contemporanea
Paola De Rosa
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza il rapporto tra giovani europei e serialità contemporanea, con particolare attenzione alle rappresentazioni generazionali e alle gender-related issues. Integrando l’analisi teorica con un’indagine empirica transnazionale, la ricerca esplora come i serial drama agiscano quali “specchi imperfetti” dei vissuti giovanili, contribuendo alla costruzione identitaria e alla negoziazione dei significati culturali. Attraverso un approccio mixed methods – che combina interviste a professionisti dell’audiovisivo, 15 focus group in quattro Paesi europei (Danimarca, Irlanda, Italia e Romania) e una survey CAWI su 1.106 giovani tra i 15 e i 19 anni – lo studio indaga percezioni, pratiche di fruizione e giudizi critici sulla rappresentazione di genere e generazione nei prodotti seriali. I risultati evidenziano una duplice dinamica: da un lato, la serialità è riconosciuta come spazio di identificazione e autoriflessione; dall’altro, emergono percezioni di distanza e artificiosità, soprattutto quando le narrazioni assumono toni didascalici o eccessivamente normativi. I giovani apprezzano le serie che integrano le tematiche di genere in modo naturale e coerente con i linguaggi generazionali, mostrando preferenza per la serialità internazionale – in primis statunitense – rispetto a quella nazionale. In conclusione, le serie si configurano come dispositivi culturali di negoziazione identitaria, la cui forza non risiede nella fedeltà rappresentativa, ma nella capacità di attivare processi di riflessione e riconoscimento all’interno delle culture giovanili europee contemporanee.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


