Il cinema di Andrea Segre può essere pensato come uno spazio aperto all’incontro con l’altro, una dimora narrativa per le soggettività costrette ai margini e in particolare per le forme di vita migranti. Dopo un’introduzione sulle forme e le pratiche del video partecipativo realizzate all’interno dell’associazione ZaLab, l’articolo si concentra su "Come un uomo sulla terra" (Segre, Yimer, Biadene, 2008) e "Mare chiuso" (Segre, Liberti, 2012). Si tratta di due documentari dedicati ai fenomeni migratori dall’Africa verso l’Europa. All’attualità dei temi affrontati si affiancano le strategie estetiche e le riflessioni politiche di cui questi film si fanno portatori e i discorsi sociali che hanno contribuito ad alimentare. In particolare, saranno analizzate le divergenze tra le rappresentazioni mediatiche dei migranti, le loro memorie e autorappresentazioni; la conflittualità tra il controllo dei flussi, la creazione di nuove frontiere e l’esercizio del diritto alla mobilità; infine l’importanza dei racconti di vita per la costruzione di nuove forme di comunità.
Estetica e politica di uno sguardo postcoloniale: il cinema di Andrea Segre
Massimiliano Coviello
2024-01-01
Abstract
Il cinema di Andrea Segre può essere pensato come uno spazio aperto all’incontro con l’altro, una dimora narrativa per le soggettività costrette ai margini e in particolare per le forme di vita migranti. Dopo un’introduzione sulle forme e le pratiche del video partecipativo realizzate all’interno dell’associazione ZaLab, l’articolo si concentra su "Come un uomo sulla terra" (Segre, Yimer, Biadene, 2008) e "Mare chiuso" (Segre, Liberti, 2012). Si tratta di due documentari dedicati ai fenomeni migratori dall’Africa verso l’Europa. All’attualità dei temi affrontati si affiancano le strategie estetiche e le riflessioni politiche di cui questi film si fanno portatori e i discorsi sociali che hanno contribuito ad alimentare. In particolare, saranno analizzate le divergenze tra le rappresentazioni mediatiche dei migranti, le loro memorie e autorappresentazioni; la conflittualità tra il controllo dei flussi, la creazione di nuove frontiere e l’esercizio del diritto alla mobilità; infine l’importanza dei racconti di vita per la costruzione di nuove forme di comunità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.