L'analisi si concentra sull'attuale situazione israelo-palestinese e le implicazioni regionali, evidenziando la difficile prospettiva di una soluzione stabile senza affrontare la questione palestinese. Viene esplorato come gli ultimi sviluppi, tra cui le azioni di Hamas e le risposte israeliane, abbiano peggiorato la posizione internazionale di Israele e complicato ulteriormente la creazione di due Stati separati. La crescita degli insediamenti israeliani e l’intensificarsi delle politiche di espansione rendono difficile la realizzazione di un accordo basato su due Stati, mentre un unico Stato che comprenda tutta la Palestina rischierebbe di compromettere la natura democratica di Israele. L’articolo suggerisce che, sebbene le soluzioni classiche come quella dei due Stati sembrino irrealizzabili, sarebbe possibile fare pressioni per fermare gli insediamenti e consentire ai palestinesi di esercitare i loro diritti. Inoltre, occorrerebbe sostenere la creazione di una rappresentanza palestinese credibile, al fine di riavviare negoziati seri. La cooperazione tra potenze esterne, come Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Cina, potrebbe essere determinante per creare le condizioni favorevoli alla pace, ma solo se i leader regionali e globali si allineano su obiettivi comuni. Tuttavia, la situazione attuale e i cambiamenti nella società israeliana rendono difficile un’inversione di rotta, lasciando la prospettiva di ulteriori radicalizzazioni e conflitti.
Israele, Palestina, il quadro regionale e le potenze esterne
MELANI M
2021-01-01
Abstract
L'analisi si concentra sull'attuale situazione israelo-palestinese e le implicazioni regionali, evidenziando la difficile prospettiva di una soluzione stabile senza affrontare la questione palestinese. Viene esplorato come gli ultimi sviluppi, tra cui le azioni di Hamas e le risposte israeliane, abbiano peggiorato la posizione internazionale di Israele e complicato ulteriormente la creazione di due Stati separati. La crescita degli insediamenti israeliani e l’intensificarsi delle politiche di espansione rendono difficile la realizzazione di un accordo basato su due Stati, mentre un unico Stato che comprenda tutta la Palestina rischierebbe di compromettere la natura democratica di Israele. L’articolo suggerisce che, sebbene le soluzioni classiche come quella dei due Stati sembrino irrealizzabili, sarebbe possibile fare pressioni per fermare gli insediamenti e consentire ai palestinesi di esercitare i loro diritti. Inoltre, occorrerebbe sostenere la creazione di una rappresentanza palestinese credibile, al fine di riavviare negoziati seri. La cooperazione tra potenze esterne, come Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Cina, potrebbe essere determinante per creare le condizioni favorevoli alla pace, ma solo se i leader regionali e globali si allineano su obiettivi comuni. Tuttavia, la situazione attuale e i cambiamenti nella società israeliana rendono difficile un’inversione di rotta, lasciando la prospettiva di ulteriori radicalizzazioni e conflitti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.